Dopo l’Ics, sarà l’Isral a occuparsi di mediazione culturale

La Provincia di Alessandria ha deciso di affidare il servizio di mediazione culturale all’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea, dopo che la Finanziaria 2010 ha costretto allo scioglimento del consorzio Ics

La Finanziaria 2010 aveva imposto lo soppressione dei consorzi di funzioni tra enti locali. In Alessandria a farne le spese è stato l’Ics, l’istituto per la cooperazione e lo sviluppo. Tra i tanti servizi che offriva questa importante realtà sul nostro territorio c’era quello dell’attività di mediazione culturale. Sparito il consorzio c’era bisogno di qualche altra organizzazione che fosse in grado di offrire questa prestazione. La Provincia di Alessandria ha affidato le funzioni operative del progetto di mediazione culturale all’Isral, l’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea.
Il servizio di mediazione culturale è molto importante per affrontare correttamente la questione degli immigrati extracomunitari che arrivano in Provincia spesso senza nessuna conoscenza della lingua italiana e delle modalità con cui affrontare i problemi della vita quotidiana. E’ proprio attraverso le figure dei mediatori, cittadini o di madre lingua o con specializzazione in mediazione culturale già inseriti nel tessuto sociale ed economico della Provincia, che il problema può essere almeno in parte risolto: ad essi si rivolgono le scuole, gli Enti locali, le organizzazioni economiche e sindacali, la Polizia, la Prefettura, la Questura, le Asl e gli Ospedali, per poter offrire ai nuovi cittadini extracomunitari un primo aiuto sia linguistico sia di accoglienza e di orientamento.

La scelta potrebbe sembrare sorprendente: affidare a un istituto che si occupa di storia il servizio di mediazione culturale? A fugare i dubbi sulla decisione sono state la senatrice Carla Nespolo, Presidente Isral, e la direttrice dell’istituto Luciana Ziruolo: “Chi ci conosce sa che noi abbiamo esperienza nella didattica e nella formazione alla cittadinanza e all’identità che dura da anni. L’Isral non è fermo al decennio in cui è nato ma è in grado di seguire i tempi. È il nostro stesso statuto a darci questa vocazione nell’articolo 2”.
Il modello operativo non cambierà in questo passaggio. L’Isral continuerà seguendo la linea tracciata fino ad oggi da Ics.
“Sono sette anni che la Provincia svolge questa attività- ha detto l’assessore alle politiche sociali e dell’immigrazione dell’ente Maria Grazia Morando– Per 6 anni ci siamo affidati all’Ics dal prossimo anno lo sostituirà l’Isral. Sono convinta che l’attività, grazie alla sensibilità dell’istituto, continuerà nel miglior modo e mi auguro che si possa anche potenziare. L’Isral si dedicherà anche alla formazione e all’aggiornamento dei mediatori interculturali”. “Per noi è un impegno molto importante – ha commentato la senatrice Nespolo- che assumiamo con grande convinzione perché crediamo e intendiamo sempre lavorare nell’ottica del rispetto e della reciproca collaborazione tra i popoli di differenti culture. Se poi l’Ics, per la forma in cui nascerà, porterà tutta la sua esperienza e la collaborazione noi saremo solo contenti”.

A tutt’oggi sono giunti alla Provincia di Alessandria 84 progetti che prevedono l’utilizzo di mediatori culturali. La maggioranza provengono dalle scuole (44) e dalle strutture sanitarie (19) mentre le altre vedono come proponenti Prefettura, Questura, Tribunale di Alessandria, Comuni e Associazioni culturali e d i volontariato. In ragione del fatto che il fenomeno migratorio è in costante divenire, è però ancora possibile presentare progetti. Per accedere al Servizio di Mediazione interculturale le Istituzioni, gli Enti, i Servizi e le Associazioni del territorio dovranno presentare domanda d’intervento redatta sull’apposito modello (che può essere richiesto sia alla provincia di Alessandria – Assessorato ai Servizi Sociali, sia all’Isral) ed il relativo progetto, la cui durata è compresa comunque tra le 15 e le 100 ore; dovranno inoltre impegnarsi a co-finanziare l’intervento con una quota parte.
I mediatori culturali che verranno assegnati a ciascun progetto verranno attinti da un apposito albo che, certificando minuziosamente le documentazioni presentate degli aspiranti mediatori, offre a coloro che devono fruire del servizio dei mediatori la possibilità di utilizzare operatori le cui competenze e credenziali sono garantite e certificate.

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