Nuove norme d’ingresso per gli stranieri per motivi di studio, tirocinio e volontariato.

Emanate nuove norme in materia di immigrazione per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato. E’ quanto contenuto nel Decreto Legislativo 10 agosto 2007, n. 154 con il quale viene recepita la direttiva comunitaria 2004/114/CE e modificato il testo del Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286.

In particolare, il provvedimento prevede l’ingresso di cittadini di Paesi Terzi maggiorenni per frequentare corsi di istruzione secondaria superiore e di formazione tecnica superiore, formazione professionale e tirocini formativi, di età compresa tra 20 e 30 anni per la partecipazione ad un programma di volontariato, nonchè di minorenni per programmi di scambio o di iniziative culturali approvati dai nostri Ministeri degli affari esteri, della pubblica istruzione, dell’università o dei beni culturali.

DECRETO LEGISLATIVO 10 Agosto 2007, n. 154 (GU n. 216 del 17-9-2007)

Attuazione della direttiva 2004/114/CE, relativa alle condizioni di ammissione dei cittadini di Paesi terzi per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Vista la direttiva 2004/114/CE del Consiglio, del 13 dicembre 2004, relativa alle condizioni di ammissione dei cittadini di Paesi terzi per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato;

Vista la legge 25 gennaio 2006, n. 29, recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2005, ed in particolare l’articolo 1 e l’allegato A;

Visto il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero a norma dell’articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 27 luglio 2007;

Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro dell’interno, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle finanze, della solidarieta’ sociale, della pubblica istruzione, dell’universita’ e della ricerca, dei beni e delle attivita’ culturali e per gli affari regionali e le autonomie locali;

Emana

il seguente decreto legislativo:

Art. 1.

Modifiche al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286

1. Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

a) dopo l’articolo 27 e’ inserito il seguente:

“Art. 27-bis (Ingresso e soggiorno per volontariato). – 1. Con decreto del Ministero della solidarieta’ sociale, di concerto con il Ministero dell’interno e degli affari esteri, da emanarsi entro il 30 giugno di ciascun anno, e’ determinato il contingente annuale degli stranieri ammessi a partecipare a programmi di volontariato ai sensi del presente testo unico.

2. Nell’ambito del contingente di cui al comma 1 e’ consentito l’ingresso e il soggiorno di cittadini stranieri di eta’ compresa tra i 20 e i 30 anni per la partecipazione ad un programma di volontariato, previo rilascio di apposito nulla osta, a seguito della verifica dei seguenti requisiti:

a) appartenenza dell’organizzazione promotrice del programma di volontariato ad una delle seguenti categorie:

1) enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, in base alla legge 20 maggio 1985, n. 222, nonche’ enti civilmente riconosciuti in base alle leggi di approvazione di intese con le confessioni religiose ai sensi dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione;

2) organizzazioni non governative riconosciute ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49;

3) associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383;

b) stipula di apposita convenzione fra lo straniero e l’organizzazione promotrice del programma di volontariato, in cui siano specificate le funzioni del volontario, le condizioni di inquadramento di cui beneficera’ per espletare tali funzioni, l’orario cui sara’ tenuto, le risorse stanziate per provvedere alle sue spese di viaggio, vitto, alloggio e denaro per le piccole spese per tutta la durata del soggiorno, nonche’, ove necessario, l’indicazione del percorso di formazione anche per quanto riguarda la conoscenza della lingua italiana;

c) sottoscrizione da parte dell’organizzazione promotrice del programma di volontariato di una polizza assicurativa per le spese relative all’assistenza sanitaria e alla responsabilita’ civile verso terzi e assunzione della piena responsabilita’ per la copertura delle spese relative al soggiorno del volontario, per l’intero periodo di durata del programma, e per il viaggio di ingresso e ritorno. La sottoscrizione della polizza e’ obbligatoria anche per le associazioni di cui al n. 3) della lettera a) del comma 2, che abbiano stipulato convenzioni ai sensi dell’articolo 30 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, in deroga a quanto previsto dal comma 5 del medesimo articolo.

3. La domanda di nulla osta e’ presentata dalla organizzazione promotrice del programma di volontariato allo Sportello unico per l’immigrazione presso la Prefettura-Ufficio territoriale del Governo competente per il luogo ove si svolge il medesimo programma di volontariato. Lo Sportello, acquisito dalla Questura il parere sulla insussistenza dei motivi ostativi all’ingresso dello straniero nel territorio nazionale e verificata l’esistenza dei requisiti di cui al comma 1, rilascia il nulla osta.

4. Il nulla osta e’ trasmesso, in via telematica, dallo sportello unico per l’immigrazione, alle rappresentanze consolari all’estero, alle quali e’ richiesto il relativo visto di ingresso entro sei mesi dal rilascio del nulla osta.

5. Il permesso di soggiorno e’ richiesto e rilasciato ai sensi delle disposizioni vigenti, per la durata del programma di volontariato e di norma per un periodo non superiore ad un anno. In casi eccezionali, specificamente individuati nei programmi di volontariato e valutati sulla base di apposite direttive che saranno emanate dalle Amministrazioni interessate, il permesso puo’ avere una durata superiore e comunque pari a quella del programma. In nessun caso il permesso di soggiorno, che non e’ rinnovabile ne’ convertibile in altra tipologia di permesso di soggiorno, puo’ avere durata superiore a diciotto mesi.

6. Il periodo di durata del permesso di soggiorno rilasciato ai sensi della presente disposizione non e’ computabile ai fini del rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo di cui all’articolo 9-bis.”;

b) all’articolo 39 sono apportate le seguenti modificazioni:

1) la lettera b) del comma 3 e’ sostituita dalla seguente:

“b) la rinnovabilita’ del permesso di soggiorno per motivi di studio, anche ai fini della prosecuzione del corso di studi con l’iscrizione ad un corso di laurea diverso da quello per il quale lo straniero ha fatto ingresso, previa autorizzazione dell’universita’, e l’esercizio di attivita’ di lavoro subordinato o autonomo da parte dello straniero titolare di tale permesso;”;

2) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti:

“4-bis. Nel rispetto degli accordi internazionali ed europei cui l’Italia aderisce, lo straniero in possesso di un titolo di soggiorno per studio rilasciato da uno Stato appartenente all’Unione europea, in quanto iscritto ad un corso universitario o ad un istituto di insegnamento superiore, puo’ fare ingresso in Italia per soggiorni superiori a tre mesi senza necessita’ del visto per proseguire gli studi gia’ iniziati nell’altro Stato o per integrarli con un programma di studi ad esso connessi, purche’ abbia i requisiti richiesti per il soggiorno ai sensi del presente testo unico e qualora congiuntamente:

a) partecipi ad un programma di scambio comunitario o bilaterale con lo Stato di origine ovvero sia stato autorizzato a soggiornare per motivi di studio in uno Stato appartenente all’Unione europea per almeno due anni;

b) corredi la richiesta di soggiorno con una documentazione, proveniente dalle autorita’ accademiche del Paese dell’Unione nel quale ha svolto il corso di studi, che attesti che il nuovo programma di studi da svolgere in Italia e’ effettivamente complementare al programma di studi gia’ svolto.

4-ter. Le condizioni di cui al comma 4-bis, lettera a) non sono richieste qualora il programma di studi dello straniero preveda obbligatoriamente che una parte di esso si svolga in Italia.”;

c) dopo l’articolo 39 e’ inserito il seguente:

“Art. 39-bis (Soggiorno di studenti, scambio di alunni, tirocinio professionale). – 1. E’ consentito l’ingresso e il soggiorno per motivi di studio, secondo le modalita’ stabilite nel regolamento di attuazione, dei cittadini stranieri:

a) maggiori di eta’ ammessi a frequentare corsi di studio negli istituti di istruzione secondaria superiore e corsi di istruzione e formazione tecnica superiore;

b) ammessi a frequentare corsi di formazione professionale e tirocini formativi nell’ambito del contingente annuale stabilito con decreto del Ministro della solidarieta’ sociale, di concerto con i Ministri dell’interno e degli affari esteri, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, di cui al decreto legislativo 29 agosto 1997, n. 281;

c) minori di eta’ non inferiore a quindici anni in presenza di adeguate forme di tutela;

d) minori di eta’ non inferiore a quattordici anni che partecipano a programmi di scambio o di iniziative culturali approvati dal Ministero degli affari esteri, dal Ministero della pubblica istruzione, dal Ministero dell’universita’ e della ricerca o dal Ministero per i beni e le attivita’ culturali per la frequenza di corsi di studio presso istituti e scuole secondarie nazionali statali o paritarie o presso istituzioni accademiche.”.

Art. 2.

Norma finanziaria

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, ne’ minori entrate. Gli uffici interessati utilizzano le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili sulla base della legislazione vigente.

Il presente decreto, munito del sigillo delle Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, 10 agosto 2007

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