Fei, avviso pubblico per la traduzione dell’Accordo di integrazione

Le richieste di invito alla procedura di selezione vanno inoltrate entro il 2 dicembre prossimo

Il ministero dell’interno, Dipartimento per le Libetà civili e l’immigrazione, in qualità di Autorità responsabile del Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi, ha avviato una procedura in economia per l’affidamento del servizio di traduzione asseverata dell’Accordo di integrazione (articolo 9 bis del decreto legislativo n.286/1998, Testo unico su immigrazione e condizione dello straniero), del testo del relativo vademecum e degli allegati di contenuto tecnico-giuridico.

Tutta la documentazione (circa 30 cartelle) dovrà essere tradotta in 19 lingue.
Le lingue richieste sono le seguenti:

– albanese,
– arabo,
– bangla,
– cinese-,mandarino,
– francese,
– hindi,
– urdu,
– inglese,
– cingalese,
– russo,
– rumeno,
– spagnolo,
– tagalog-filippino,
– wolof,
– yoruba,
– tigrino,
– portoghese,
– serbo-croato,
– afro pidgin.

Termini di presentazione delle richieste e condizioni

Gli interessati possono presentare via e-mail la richiesta di essere invitati alla procedura di selezione entro e non oltre il 2 dicembre 2011 scrivendo all’indirizzo dlci.fondointegrazione@interno.it. È necessario allegare un documento di identità in corso di validità.

Il servizio sarà aggiudicato al prezzo più basso, a partire dall’importo massimo di 39.500,00 euro, iva esclusa. Le traduzioni oggetto del servizio dovranno essere consegnate entro le ore 12 del 10 febbraio 2012.

Numero di visite per questo post: 3580

Ultimi commenti
  1. tania

    Ma come è possibile che viene richiesta una traduzione a 19 lingue e di mancare la lingua bulgara che fa parte da UE…. é vergognoso!

  2. mediattrice

    Cara Tania, purtroppo è così. Sto lottando da dieci anni per far capire l’importanza e la necessità dello studio e dell’inserimento della lingua bulgara nei campi della cultura, intercultura ma non si cambia nulla.
    Deve sapare che per ogni cosa valgono i numeri delle persone. Non si concede spazio per intercultura nei campi diversi ma solo nel sociale. Prova a domandare che cosa si sa per la Bulgaria, per la gente bulgara, per la cultura bulgara, per le tradizioni culturali tra Italia e Bulgaria negli anni ottanta, novanta, nell’antichità, per il ruolo della Bulgaria nella cultura balcanica: nulla. Certo che la colpa non è solo italiana.

Rispondi

  • Facebook
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: