Presentazione RMI Piemonte

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Il 28 Aprile, a termine del progetto R.M.I. – Rete Mediazione Interculturale Regionale – si è svolto un convegno, presso la sala conferenza IRES Piemonte, all’interno del quale si è discusso sul perché della necessità della rete e su quale sia la sua forza e le sue prospettive future. All’evento sono intervenuti mediatori interculturali, rappresentanti istituzionali e soggetti del terzo settore, coinvolti  all’interno della gestione della mediazione interculturale sul territorio piemontese. Ad aprire l’incontro con saluti iniziali è stata Suor Giuliana Galli (Compagnia di San Paolo) che ha poi lasciato la parola a Blenti Shehaj (A.M.M.I.), Roberta Valetti (IRES Piemonte), Laura Furno (ASGI) e Pietro Ferrero (CCM), i quali hanno esaminato i motivi che stanno alla base della nascita del progetto della rete di mediazione interculturale regionale e quali saranno le sue attività. ‘Una delle funzioni della rete sarà sicuramente quella di rilevare ed esprimere quale sia l’effettivo fabbisogno territoriale di mediazione. In questo modo sarà possibile rispondere in maniera adeguata alle esigenze di mediazione all’interno della regione’ spiega Blenti Shehaj. Un altro compito della rete è sicuramente quello di creare una formazione il più omogenea possibile per i mediatori ‘Saranno proposti percorsi di formazione professionale, non solo per i nuovi mediatori ma anche per chi è già in campo’, continua Blenti. La Rete, in collaborazione con la Regione, cercherà infatti di proporre delle strade possibili per la formazione di figure professionali.

Ad oggi il progetto, che prevede la mappatura sul territorio di tutti quegli enti che utilizzano la mediazione e la stesura di una lista di mediatori interculturali, ha coinvolto 34 associazioni e oltre 250 mediatori. Ma la Rete cerca di estendersi e abbracciare un numero ancora maggiore di realtà. All’interno del convegno si è parlato della possibile inclusione nel progetto di tutte quelle associazioni e cooperative che lavorano sulla accoglienza dei richiedenti asilo e si è proposto di allargare il raggio di copertura della rete anche alle province piemontesi che ancora non hanno aderito (Novara, Vercelli, Biella, Verbano Cusio Ossola).

Gli interventi di Enrico Allasino (Ires Piemonte), Marco Grosso (Ufficio Relazioni con il pubblico – A.O.U. Città della Salute e delle Scienze- Molinette), Donatella Giunti ( Funzionario Assistente Sociale della Prefettura di Torino), Patrizia Martinoli (Responsabile del Servizio Sociale Aziendale dell’Azienda Ospedaliera Maggiore di Carità, Novara) Kassida Khairallah (Mediatrice Interculturale, Responsabile area formazione A.M.M.I.), Monica Cerutti (Assessora alle Politiche giovanili, Diritto allo studio universitario, Cooperazione decentrata internazionale, Pari opportunità, Diritti civili, immigrazione) e dei rappresentanti dei soggetti membri della Rete Regionale della Mediazione Interculturale (Sara Marchisio per la Cooperativa Arca di Cuneo e Vanessa Valenti per la Cooperativa Jokko di Asti), hanno reso l’evento più completo e dinamico e hanno contribuito attivamente allo sviluppo di una analisi più attenta alle diverse necessità presenti all’interno di ogni realtà. Tra i partecipanti erano presenti moltissimi mediatori interculturali provenienti da diverse province piemontesi.

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