i mediatori interculturali e il decreto brunetta

Alle mille difficoltà politiche, professionali e lavorative che ha la mediazione e il mediatore culturale in Italia, dove a tuttora manca un riconoscimento giuridico -politico della professione del mediatore, dove è a distanza di più di 15 anni, dalla nascita della mediazione e della figura professionale del mediatore, assistiamo ancora oggi all’inesistenza di un Albo o Ordine professionale che regolamenta tale figura, dove anche si cerca di mettere in discussione il titolo di specializzazione – vincolando in mediazione interculturale, conseguito grazie alle risorse economiche, umani e di formazione predisposte dalle Regioni e Provincie.
Di fronte a questa situazione, ultimamente, si è aggiunto un altro problema non da poco, quale:il Decreto Brunetta del 25 giugno 2008 , n. 112, Art. 46, sotto il titolo: “Riduzione delle collaborazioni e consulenze nella pubblica amministrazione”.
L’Associazione Multietnica dei Mediatori Interculturali pubblica sul suo sito, l’articolo 46 del Decreto, inerente agli incarichi professionale (compresi i mediatori interculturali), che duranti questi ultimi anno hanno operato, in quanto professionisti, in stretta collaborazione con e presso gli enti pubblici. Inoltre e di fronte a tale situazione sollecitiamo un intervento concreto da parte dei Dirigenti e dei Responsabili degli Enti e dell’Amministrazioni Pubbliche presso l’istituzioni più alte, un intervento mirato a superare questi ostacoli, per permettere a costruire le base per un riconoscimento ufficiale della figura del mediatore, in quanto una figura che favorisce, facilita e si impegna per una reale integrazione degli immigrati.

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