I punti di forza di questo mestiere?
Sicuramente la gratificazione e l’utilità di questa figura. Se si lavora bene si vedono i frutti ed è molto bello sia per noi mediatori, sia per gli utenti. Per esempio ho lavorato con una ragazza che era arrivata in Italia clandestinamente e aveva subito molte violenze durante il viaggio. Grazie ai mediatori, agli psicologi, agli antropologi la ragazza è diventata più allegra, sta pensando alla sua vita, al futuro. Questo è un grande punto di forza del nostro mestiere. Poi questo lavoro ci permette di creare molti rapporti, relazioni sociali che arricchiscono la nostra vita.

Riportiamo di seguito l’intervista a Latifa Tazzit, mediatrice interculturale marocchina che lavora presso il MEIC e con l’Associazione AFAQ, dedicando la propria esperienza e le proprie conoscenze al difficile percorso di integrazione vissuto da molti migranti.

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