“La mediazione serve molto nei rapporti di ogni giorno perché viviamo in un mondo multiculturale. I punti di forza di questa professione sono sicuramente quella della comunicazione, dell’ascolto e della fiducia.

Non ha molto senso chiamare un mediatore solo per emergenze, perché il nostro non è un lavoro di pronto soccorso. Il mediatore è un agente di cambiamento, decodifica i codici culturali e aiuta ad apportare delle trasformazioni nei messaggi e nel mondo di pensare di entrambi i suoi clienti. Piuttosto il nostro lavoro va inteso come un percorso. Soprattutto in ambito scolastico e sanitario. A scuola, per quanto riguarda i progetti di educazione interculturale, il compito che prima veniva svolto dal mediatore, adesso viene affidato agli educatori.

Riportiamo in seguito l’intervista a Sabina Darova, mediatrice interculturale albanese che da molti anni svolge il suo lavoro con passione e dedizione, interessandosi soprattutto alla mediazione in ambito scolastico e sanitario in provincia di Asti.

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