La cura dello Spirito: L’assistenza religiosa in ospedale

Il “Progetto culture e religione” sarà presentato il prossimo 29 Settembre ore 8.30 nell’Aula Magna Rosmini all’ interno dell’ ospedale Molinette

Di Elena Carcangiu*

Oltre che luogo deputato alla cura delle malattie fisiche, l’ospedale è, nello stesso tempo, dove la persona malata si scopre più debole perché deve fronteggiare condizioni di salute precarie e dunque necessita di un ausilio, spesso anche di carattere religioso.OSPEDALE MOLINETTE TORINO RELIGIONI

Proprio in tale ottica si muove il “Progetto culture e religione” dell’ospedale Molinette di Torino, con cui uno dei più grandi nosocomi italiani accoglie i ministri di culto delle religioni che contano nel territorio nazionale almeno trentamila fedeli (secondo i dati CESNUR del 2006). Firmato da Giuseppe Galanzino, direttore generale dell’ospedale torinese, il protocollo d’intesa segna l’accordo con 16 rappresentanti delle otto fedi più rappresentate in Italia, nello specifico: musulmani, induisti, ebrei, buddisti, protestanti, ortodossi, Testimoni di Geova e scientologisti. Il progetto, con cui sarà possibile reperire in qualsiasi momento la figura religiosa di supporto ai malati che ne sentano la necessità, è unico nel suo genere in Italia e si pone come duplice obiettivo quello di fornire ausilio spirituale a malati e  utenti dell’ospedale e, in parallelo, quello di comprendere come comportarsi in caso di decesso di persone dalla fede non cattolica. Anche fuori dall’orario di visita i religiosi potranno accedere ai vari reparti e per portare conforto e per essere di aiuto per quanto concerne le prescrizioni alimentari o quelle medico-chirurgiche che è necessario rispettare; essi, dunque, sono di grande utilità al personale infermieristico per tutte quelle informazioni di carattere religioso relative al contesto sanitario-assistenziale (come usi e costumi tipici della propria religione, riti per la preparazione e la gestione della salma, etc.), svolgendo in tal modo un’attività di vera e propria mediazione religiosa .

La priorità principale, poiché i pazienti che richiedono un’assistenza spirituale diversa da quella che
offerta dalla cappellania cattolica -come evidenzia il pastore della Chiesa valdese torinese Giuseppe Platone- sono sempre più numerosi per via dei crescenti flussi migratori, è quella di fornire ai pazienti un elenco dei vari referenti dei credo religiosi più rappresentati presenti sul territorio.
Un’attenzione chiara al malato, insomma, finalmente visto come persona con un proprio bagaglio culturale e non soltanto come un corpo che necessita di cure; per citare  l’imam Nour Eddine Bahi, “[…] un significato di vera pace, che conferma la libertà religiosa in Italia e aiuta al dialogo tra le fedi e tra le persone”.

L’ospedale Molinette apre così le porte all’ecumenismo, permettendo ai vari ministri di assistere i malati non cattolici durante le varie fasi che possono trovarsi ad affrontare all’interno della struttura: il ricovero, la fase finale di una malattia, la benedizione in spazi deputati nelle camere mortuarie. D’altra parte, essendo la percentuale dei ricoverati di origine straniera salita in breve tempo dal 2,6 al 3,1 per cento, tale progetto tocca un punto nodale che stava ormai assumendo quasi carattere di pura necessità; a questo proposito, aggiunge la dottoressa Lia Di Marco, responsabile dell’Urp, “ci è sembrato opportuno dare a tutti i pazienti la possibilità e il giusto diritto di ottenere anche in ospedale un conforto dai propri rappresentanti religiosi”.

 Il “Progetto culture e religione” sarà presentato il prossimo 29 Settembre (orario: 8.30-17.00) nell’Aula Magna Rosmini nel corso di un evento formativo aperto a tutte le professioni interessate ai temi trattati, con partecipazione gratuita previa iscrizione. Nella prima parte della giornata si analizzeranno salute, malattia e morte in un’ottica antropologico-culturale, mentre nella seconda ci si soffermerà principalmente sulle considerazioni pratiche dell’assistenza spirituale ai malati.

La giornata formativa sarà arricchita dall’intervento di numerosi relatori appartenenti alle varie fedi religiose, fra cui Svamini Hansananda per l’induismo, Dino Mariani per il buddhismo, il pastore Platone per il protestantesimo e Hamid Ziarate per l’Islam.

Per informazioni: sgasperini@molinette.piemonte.it

* Elena Carcangiu, laureata alla facoltà di Lingue e letterature straniere all’Università di Torino

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Ultimi commenti
  1. mediattrice

    Gli avvocati hanno cretao agenzie e lavorano come i traduttori senza lo studio delle culture e delle lingue e le letterature stranieri.
    La chiesa fa la mediazione culturale senza lo studio delle interculture e lingue stranieri.
    Noi, i mediatori linguistici e culturali/interculturali laureati in Italia e all’estero siamo disoccupati.
    Per vincere un progetto ci inseriscono solo nell’elenco degli operatori e ci chiamano ogni tanto quando si deve tradurre qualche conversazione difficile o qualche documento con la firma. Per tre anni ho guadagnato 223 euro con i progetti sul territorio.
    Se questo è intercultura!!!

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