Moratti; sanzioni più dure contro i clandestini

Il Corriere della Sera, 20 aprile 2008
Nell’agenda dei futuro premier si affollano la scelta dei ministri, la questione Alitalia, il taglio delle tasse. La chiamata del sindaco di Milano Letizia Moratti, dopo lo stupro della studentessa americana avvenuto nella notte, riporta però la rotta del nuovo governo sulla questione sicurezza. “Sarà uno dei primi provvedimenti che sarà preso dal nuovo esecutivo”, ha assicurato Berlusconi. Si parla di “certezza della pena e inasprimento delle sanzioni”. “Quel pacchetto sicurezza che noi sindaci abbiamo atteso due anni dal vecchio governo – spiega la Moratti in tarda mattinata – sarà esaminato in tempi brevi”.
Ancora Milano e le sue paure. Il senso comune che alimenta l’associazione stranieri – clandestini – reati, e che tanto ha pesato sulla vittoria del Pdl e sul boom della Lega. Lo stupratore arrestato all’alba di ieri dalle volanti della polizia aveva una sfilza di precedenti, quattro nomi farlocchi collegati dalle impronte, un decreto di espulsione.
Il suo caso riapre il dibattito sul rimpatrio degli irregolari. “È la conferma – spiega Ignazio La Russa, probabile futuro ministro – che occorre inasprire le modalità di espulsione dei clandestini. E in particolare mettere in atto le misure che impediscano a chi ha commesso reati di nuocere ancora”.
La promessa: “Noi di An ci impegneremo nel Pdl perché questa sia una priorità assoluta”. La Russa ipotizza “espulsioni per via amministrativa”, attacca il “garantismo mal riposto”, e infine mette il dito nella vera piaga del sistema: “Il punto chiave è la rapidità”.
Perché, ad analizzarlo oggi, il dibattito sugli “accompagnamenti alla frontiera” si scontra con un semplice calcolo. Per fare un esempio: il Comune di Milano stima che in città ci siano almeno 100mila clandestini. Il Centro di Permanenza Temporanea di via Corelli, anticamera delle espulsioni per tutta la Lombardia, ha però solo 140 posti. Un imbuto.
Una barriera invalicabile. Che spiega il perché tra gli ordini di espulsione firmati dai questori di tutta Italia e i clandestini che effettivamente finiscono su un aereo, il rapporto sia irrisorio. Senza considerare una serie di altri intoppi: il tempo di permanenza media nel Cpt di Milano è più di un mese, i ricorsi sono centinaia, gli aerei per i Paesi extra Ue non partono ogni giorno, e così via. Risultato: la maggior parte degli stranieri che finiscono sui mattinali di polizia e carabinieri sono già stati denunciati per “violazione della legge Bossi-Fini sull’immigrazione”. “Il sistema delle espulsioni nel nostro Paese è una presa in giro”, taglia corto il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato.
Il ministro uscente per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, dice di essere “vicina alla giovane donna che ha denunciato la violenza”, ringrazia “per l’immediato intervento le forze dell’ordine”, e conclude: “L’importante è garantire la certezza della pena”.<

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