Pubblicato il rapporto Aida sull’asilo in Europa nel 2017

L’Asylum Information Database (Aida) ha pubblicato a gennaio il rapporto sull’asilo in Europa per l’anno 2017. “Cambiano le modalità ma restano le disparità” è il titolo e la conclusione di questa ricerca.

L’Asylum information database (AIDA) è l’agenzia specializzata in ricerca e conservazione dei dati sull’asilo che rileva dell’ECRE (European Council on Refugees and Exiles). Il rapporto intitolato “Asylum statistics 2017: Shifting patterns, persisting disparities” (L’asilo in Europa nel 2017: cambiano i modi.  persistono le disparità.

Si tratta di un monitoraggio sistematico dei numeri e dei meccanismi delle richieste asilo e degli esiti delle domande per tutto il 2017 in dodici Paesi europei.

La prima osservazione è quella di un calo significativo delle domande e degli arrivi nel 2017 rispetto agli anni precedenti. La Germania continua ad essere il principale Paese di destinazione dei profughi in Europa. Nonostante un calo significativo anche lì 222.683, nel 2017 contro 745.545, nel 2016.  Mentre paesi come  l’Italia, la Francia, il Belgio, la Norvegia e la Slovenia hanno registrato un leggero aumento delle domande. Questo malgrado il numero complessivo degli arrivi sia minore.

Le origini dei richiedenti asilo in Europa sono molto varie: Africa (Nigeria, Mali, Gambia, Sudan…), Asia (Afghanistan, Iraq, Siria, Bengladesh, Pakistan…) ma anche Europa (Russia, Ucraina…). Ma i Siriani rimangono ancora in prima posizione dal punto di vista del numero complessivo.


Invece la disparità più importante, riportata dal rapporto, è quella della percentuale di esiti positivi delle domande. Questi variano dal 19% della Polonia fino al 70% della Norvegia. In Italia la percentuale è del 40% (39% nel 2016) mentre in Germania è del 53% (71% nel 2016).


Fonte:  AIDA: Asylum statistics 2017: Shifting patterns, persisting disparities

 

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