Regione Ligure, l’assessore Vesco: “Vogliamo investire sulla mediazione culturale”

IVG – “In attesa dell’elaborazione del Piano Triennale per l’Immigrazione, documento che dovrà orientare le politiche dell’intera Regione e degli enti locali in materia di immigrazione, la cui proposta, che contiamo possa essere pronta entro la fine dell’anno, spetta alla Consulta, quest’anno vorremmo innanzitutto dedicare le nostre energie alla mediazione interculturale, investire sui servizi di mediazione al fine di favorirne la più ampia diffusione possibile nelle strutture pubbliche e private del nostro territorio e lavorare alla crescita della figura professionale del mediatore, già riconosciuta formalmente dalla Regione”. Lo ha dichiarato l’assessore alla Immigrazione della Regione Liguria, Giovanni Vesco, dopo la riunione della Consulta per l’integrazione dei cittadini stranieri immigrati, tenutasi il 27 maggio scorso.
“A questo scopo – ha detto ancora l’Assessore – è partito un tavolo di lavoro sulla mediazione interculturale con le Province, che ci auguriamo possa divenire permanente e che allargheremo ad altri soggetti istituzionali interessati. Realizzeremo inoltre, in accordo con il Ministero della Solidarietà Sociale, dei corsi di lingua italiana e di educazione civica per cittadini stranieri adulti, con una particolare attenzione alle donne. Altri interventi devono ancora essere discussi dalla Consulta, che lavorerà nei prossimi mesi a ritmo serrato sulle singole proposte da inserire nel documento programmatico”.
La Consulta, fatta salva l’eterogeneità delle posizioni al suo interno, ha espresso un parere fortemente negativo sul pacchetto sicurezza approvato la settimana scorsa dal Consiglio dei Ministri. In particolare è stata duramente criticata l’introduzione del reato di immigrazione clandestina, azione ritenuta controproducente sia per le ricadute negative sul sistema carcerario che per la diffusione della legalità e della sicurezza. “Sarebbe molto più utile – ha detto ancora Vesco – favorire l’acquisizione dei permessi di soggiorno per chi ha un lavoro, e non solo per le assistenti familiari, accelerando contemporaneamente le procedure di rilascio e il rinnovo dei permessi, che hanno ovunque accumulato gravi ritardi, aumentando le risorse dello Stato da investire non solo negli Sportelli Immigrazione di Questure e Prefetture, ma anche in azioni di diffusione dell’interculturalità a tutti i livelli”.
Giudizio negativo è stato altresì espresso sulla costituzione di ronde di cittadini, italiani come stranieri, strumento ritenuto non idoneo a favorire la sicurezza, ma piuttosto ad alimentare il clima di incertezza e tensione sociale.

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