Rimpatrio volontario assistito. Incontro informativo OIM Piemonte presso la sede AMMI.

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Rimpatrio Volontario Assistito come alternativa.

Si è concluso nella serata di ieri, presso la sede AMMI di Torino, l’incontro informativo con la responsabile regionale dell’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), Giulia Baratta. L’ incontro ha avuto come finalità informare mediatori interculturali e operatori di diversi ambiti sulle possibilità che offre il rimpatrio volontario nell’ambito del progetto OIM.

 “Sapiamo che il rimpatrio coatto – dice Indrit Aliu, rappresentante AMMI – crea delle ferite alle persone migranti, crea un trauma psicologico in quanto il proprio processo migratorio non è andato a buon fine ed inoltre, la persona rimpatriata forzatamente viene vista con disprezzo dalla comunità di origine la quale aveva investito su di lui. Questo il motivo per cui abbiamo organizzato questo incontro con la rappresentante dell’OIM, per spiegare ai mediatori e operatori in prima linea con i cittadini migranti che ci sono altre scelte per chi ha maturato una volontà di rientro.”

 “Tutte le nazionalità extra UE – spiega Giulia Baratta, rappresentante OIM – possono usufruire del Rimpatrio Volontario Assistito, basta che il paese venga considerato sicuro per chi viene rimpatriato, ad esempio non rimpatriamo persone che vogliono tornare in Siria o in altre zone di conflitti, abbiamo un elenco il quale viene aggiornato sovente, ad esempio non rimpatriamo più in Venezuela causa del dissesto politico del paese”

 “Sui minori – continua Baratta rispondendo ad una domanda di A.Bellone, educatore IPM F.Aporti – non abbiamo una procedura aperta, per adesso siamo solo sui maggiorenni o nuclei famigliari, ma possiamo chiedere all’OIM centrale visto che in passato ha collaborato anche con il vostro istituto”.

 “Ringraziamo tutti i partecipanti, – conclude Indrit Aliu – abbiamo organizzato questo incontro informativo non solo con operatori dell’accoglienza, ma con mediatori dai ambiti più vari, dalla sanità all’eeducativa di strada passando per strutture per minori a operatori dei servizi locali, cosi che tutte le casistiche di chi può fare un rientro volontario avesse un rappresentante sul territorio”

Aggiornamento della redazione: Ci viene segnalato oggi 27 luglio 2017, dalla responsabile OIM regione Piemonte, Giulia Baratta, che non sussiste più l’obbligo di non rientrare in UE per 3 anni per i migranti che chiedono il rimpatrio volontario.

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