RMI Piemonte: Eva Zenuni – Idea Donna Onlus

Eva Zenuni

Quando un gruppo di associazioni si aggrega in una Rete, cresce, si riprogetta, apre spazi e si diffonde, è per condividere modelli di sviluppo sociale e accrescere benessere collettivo per una cittadinanza sempre più attiva.

E’ quello che sta facendo IdeaDonna, sul territorio torinese da quindici anni in collaborazione con diversi enti, tra i quali anche il gruppo Abele, fornendo dal 2008 servizi di mediazione culturale all’Unità di Strada per la prostituzione e con l’intento di tutelare la condizione della donna migrante ma in particolare di operare per una inclusione sociale affine alle pari opportunità, in difesa ai diritti umani e alla salute.Quando un gruppo di associazioni si aggrega in una Rete, cresce, si riprogetta, apre spazi e si diffonde, è per condividere modelli di sviluppo sociale e accrescere benessere collettivo per una cittadinanza sempre più attiva.

Ha rivolto iniziative anche all’informazione e alla formazione di base e gestisce una accoglienza residenziale per donne a Torino.

E’ impegnata nella lotta alle mutilazioni genitali femminili e nella sensibilizzazione su temi come la condizione del popolo Rom.

Ma affinché questa battaglia possa dispiegarsi occorre innanzitutto superare le barriere linguistiche e culturali che si interpongono tra cittadini immigrati, i servizi e la società locale; e la figura del Mediatore Interculturale diventa qui indispensabile, con iniziative diverse a seconda dei casi e dei gruppi destinatari.

Ha fornito servizio di mediazione culturale in arabo, somalo, dari e pashtu.

Per la diversità dei casi e la difficoltà di adattare le iniziative ad ogni situazione, affinché l’impegno svolto dalle associazioni come IdeaDonna possa proseguire trovando dinanzi a sé un ventaglio di scelte e opportunità, sono emersi due punti in particolare.

Il primo punto sottolinea la necessità di poter accedere in autonomia ad un elenco di Mediatori Interculturali professionisti, uno strumento che darebbe la possibilità di fornire istantaneamente la disponibilità o meno di una tale lingua e cultura sul territorio. Iniziativa che A.M.M.I. sta portando avanti a pieno titolo.

In funzione e in previsione di questo, il secondo punto verte sulla possibilità di poter esser maggiormente propositivi, se non fosse per l’emergere un altro aspetto, quello dell’accesso ai fondi affinché le iniziative possano prendere avvio.

Quello della scarsa disponibilità ai fondi economici ad impiego sociale, è un tarlo che purtroppo ingloba non soltanto la diminuzione di questi da parte degli erogatori, ma anche l’aumento di un numero sempre maggiore di associazioni concorrenti a tali fondi.

In virtù di questo, maggiori saranno le esiguità e le discontinuità dei finanziamenti, minori potranno essere gli interventi attuati dalle associazioni, anche se malgrado ciò, associazioni come IdeaDonna ancora lottano per le pari opportunità.

RMI Piemonte – Rete Mediazione Interculturale regionale (link)

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