RMI Piemonte: Mirella Violato-Cooperativa Sociale Atypica

Parliamo oggi con Mirella Violato di Cooperativa Sociale Atypica


Come siete nati e cosa vi ha spinto a creare la cooperativa?

La cooperativa è nata nel ’91; inizialmente eravamo tutti più giovani e il lavoro era quasi esclusivamente di tipo volontario e si lavorava soprattutto con attività come pre e dopo-scuola e centri estivi. Erano più che altro attività parziali, stagionali. A poco a poco abbiamo iniziato a collaborare con altre persone che hanno portato alla cooperativa altre capacità e abilità e quindi abbiamo cercato di creare progetti più stabili anche nel tempo. Abbiamo partecipato a gare d’appalto, erano tempi in cui tutto era più semplice. C’erano molti più soldi e quindi molta più possibilità di lavoro. La nostra passione giovanile, il nostro entusiasmo ci ha permesso di portare avanti questo progetto e ci siamo resi conto di poter dare gambe ai nostri progetti e far sì che queste attività diventassero una economia per la cooperativa.

Quanto la situazione sociale ed economica ha inciso sulle vostre attività e sui vostri progetti?

La situazione economica ha inciso molto, infatti abbiamo dovuto individuare, come consiglieri di amministrazione, una serie di interventi volti soprattutto al risparmio, la famosa spending rewiev. Abbiamo fatto dei grossi sacrifici ma comunque non ci siamo lasciati abbattere, anzi abbiamo ricevuto una spinta in più, nel cercare di capire quali potessero essere nuovi modelli da proporre, modelli innovativi che non appartenessero più al modello classico ormai non più utilizzabile. È innegabile che sia avvenuta una trasformazione radicale seppure molto veloce, per cui diventa davvero urgente andare ad individuare dei modelli validi. Ecco, l’housing sociale è uno di questi. Abbiamo iniziato a lavorare in questo ambito poco prima dell’insorgere della crisi, ma dopo la crisi abbiamo dovuto lavorare più duramente e seriamente.Le richieste sono aumentate ultimamente, anche perchè spesso le realtà che si occupavano del settore ‘casa’ adesso non riescono più a gestire l’utenza e quindi molta gente viene indirizzata qui da noi.

Partendo dalla particolare attenzione che rivolgete ai bambini e ai ragazzi, potreste raccontarci alcune esperienze della vostra cooperativa?

Ormai viviamo in una società in cui c’è molto impoverimento culturale, soprattutto a danno delle nuove generazioni. Quindi Atypica cerca di valorizzare l’aspetto culturale, avvalendosi di professionalità squisitamente artistico – culturale presenti all’interno della cooperativa. Utilizziamo questi strumenti di tipo artistico per gestire progetti sociali.

Quanto la mediazione culturale viene utilizzata all’interno di questi progetti?

Spesso, anche se stiamo perdendo molto proposte economiche, molti progetti a causa dell’arrivo di altre cooperative. Comunque noi interveniamo con la mediazione in tantissimi progetti, soprattutto nella gestione di servizi educativi. A volte sono i genitori che hanno l’esigenza di avere la mediazione, per una serie di questioni che loro stessi pongono. Quindi è bene che ci sia una più facile lettura di quelli che possono essere problemi, soluzioni, narrazioni. In questo senso il lavoro dei mediatori è molto prezioso per noi.

Perchè Atypica ha deciso di partecipare al progetto della Rete regionale dei mediatori?

Perchè c’è assolutamente la necessità di fare un ragionamento collettivo su quello che sono le urgenze, le preoccupazioni che molti di noi hanno. Era importante trovare un luogo che fosse un luogo di pensiero.

RMI Piemonte – Rete Mediazione Interculturale regionale (link)

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