RMI Piemonte: Sara Marchisio L’Arca – Cooperativa Sociale Cuneo

La mediazione interculturale cuneese si colloca sul territorio attraverso un ventaglio di necessità che vanno dalle pratiche per la Questura e la Prefettura, alla scuola, il sanitario, il sociale, il carcere.

Rete Mediazione Interculturale - Piemonte

Per migliorare i servizi quali-quantitativi di gestione ed erogazione dei servizi pubblici e amministrativi rivolti ai cittadini stranieri, la Cooperativa Sociale Arca di Cuneo mediante lo sportello dei Migranti, rafforza e promuove l’intesa dei servizi-sportelli per immigrati e come rete allargata dei servizi sul territorio si attiva per uniformarla.

In un’epoca in cui a farsi avanti è la sempre maggior richiesta di supporto da parte dei Richiedenti Asilo, la Cooperativa Arca sta oltretutto ricevendo richieste di intervento anche da parte di albergatori che accolgono queste persone in qualità di clienti.

La necessità di collaborare in una rete nasce non soltanto dal desiderio di uniformare le prassi nell’istruzione delle pratiche, condividere e diffondere la corretta informazione rispetto alle prassi in vigore presso i vari servizi, allineare le divergenze ad uno standard operativo comune concordato e condiviso, ma anche promuovere la formazione continua e specifica degli operatori.

Gli operatori stessi devono circoscriversi in una rete di competenze personali abbracciando in forma sempre migliore un arcobaleno di abilità da integrare in tutti gli aspetti del sociale, portando non soltanto le pertinenze della mediazione interculturale ma anche quelle legate alla propria cultura”, dichiara Sara Marchisio, referente dell’equipe dei mediatori interculturali della cooperativa, soprattutto nell’ambito scolastico, approfondendone i caratteri di somiglianza e di diversità in un’ottica di valorizzazione reciproca e relativizzare la visione eurocentrica del sapere valorizzando punti di vista differenti.

I percorsi interculturali sono anche rivolti agli operatori stranieri e durante l’ultima sezione di formazione la Cooperativa ha offerto servizio di tirocinio a studenti bulgari, rumeni, venezuelani, cinesi, messicani, marocchini, francesi e bulgari.

Non tutti i mediatori interculturali hanno la possibilità di inserirsi in un piano lavorativo continuo e costante perché nell’area cuneese le maggiori richieste di intervento riguardano le provenienze dall’Africa sub sahariana, Cina, Marocco e India.

Ragion per cui bisognerebbe favorire la riflessione culturale anche in ambito scolastico-ricreativo, sviluppando la disponibilità a comprendere realtà e visioni del mondo diverse dalle proprie.

I risultati attesi riguardano dunque non soltanto il miglioramento e il rafforzamento di una rete dei servizi agli immigrati, ma anche la creazione di un clima relazionale nella scuola favorevole al dialogo, alla comprensione e alla collaborazione, intesi non soltanto come accettazione e rispetto delle idee, dei valori e delle culture altre, ma come rafforzamento della propria identità culturale, nella prospettiva di un reciproco cambiamento e arricchimento.

RMI Piemonte – Rete Mediazione Interculturale regionale (link)

 

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