Interviste. Ali Cissé, Mediatore Interculturale a Olbia

Tra il faticoso processo del dialogo e la gioia dei risultati

Ali Cissé è un Mediatore Interculturale di origine senegalese che vive in Sardegna dal 1995 a Olbia, ed è cofondatore dell’associazione Laboratorio Interculturale per l’integrazione di Olbia. Nel settore della mediazione interculturale è uno dei più attivi in città, che lavora per l’integrazione degli stranieri e in particolare per i richiedenti asilo.

A Ali non piace parlare di se stesso, è modesto. Lui non smette di parlare per la sua associazione e per gli altri. Quelli sono i suoi colleghi mediatori e operatori che contribuiscono senza tregua nell’accogliere quelli che arrivano dal mare.

Qua vi portiamo la sua storia di vita attraverso il lavoro a Olbia, terra dove vive da 23 anni.

 

Mediatoreinterculturale.it: – Come é nata la vostra associazione e di che cosa si occupa?

Ali Cisse: – la nostra associazione “Laboratorio Interculturale per l’integrazione – Olbia” é nata nell’anno 1996, dalle esigenze che avevano tanti immigrati di imparare a leggere, scrivere e comunicare per poter avviare una strada verso la loro integrazione e nello stesso tempo di partecipare a uno scambio solidale di culture diverse con i cittadini autoctoni. Da questa permessa é nata la Scuola di alfabetizzazione concepita come un laboratorio multi/interculturale per dare la possibilità alle persone provenienti dall’immigrazione di imparare la lingua, ma nello stesso tempo anche di elaborare il processo lungo dell’identità culturale che si trasforma e si arricchisce. Ben presto la notizia di questa scuola- laboratorio si é allargata fuori dai confini del territorio della Sardegna, diventando tutt’oggi un punto di riferimento per chi sbarca nella nostra isola.

 

Mediatoreinterculturale.it: – Di quale nazionalità sono gli stranieri che frequentano la scuola – laboratorio?

Ali Cisse: – All’inizio erano tutti senegalesi, poi col passare del tempo il numero delle nazionalità presenti si é arricchito con marocchini, tunisini, nigeriani, albanesi, asiatici e, in particolare, oggi con i rifugiati come pachistani e siriani.

 

Mediatoreinterculturale.it: – La vostra associazione, che rapporti ha con le istituzioni governative del territorio dell’Isola?

Ali Cisse: – La nostra associazione collabora in sintonia con l’amministrazione Comunale e in particolare con l’Assessorato alle Pari Opportunità e l’Assessorato ai Servizi Sociali per tutte le emergenze quotidiane legate alla maternità e alla salute, ma anche le necessità dettate dalla povertà e dall’essere stranieri.

Abbiamo contatti con la Prefettura e la Questura di Sassari, con il Commissariato di Olbia e la locale Polizia Municipale. Con loro la comunicazione riguarda l’acquisizione e il rinnovo dei permessi di soggiorno e che vedono nell’Associazione il fornitore della necessaria mediazione in questi processi amministrativi e sociali.

 

Mediatoreinterculturale.it: – Quali sono se ci sono le iniziative culturali che la vostra associazione porta avanti a Olbia per migliorare le relazioni tra migranti e autoctoni?

Ali Cisse: – Le attività culturali che proponiamo sono tante. Basta ricordare il Concerto di primavera che é diventato una tradizione dal 97′, come segno di ringraziamento che gli immigrati offrono ai cittadini di Olbia. Questa manifestazione si esprime attraverso una contaminazione di musica e ritmi sardi e quelli africani, con la presenza dei Cordas e Cannas e dei Tenores di Bitti a fronte di percussioni africane e melodie malgasce.

Nel 2007 si é aggiunta anche una mostra di lavori artigianali artistici africani dal Mozambico.
Altre attività culturali sono la costituzione di un complesso di ritmi africani, i cui componenti sono in parte olbiesi e in parte africani. Il gruppo si chiama ” African Jambè Sound”, segue la festa del Ramadan e altre iniziative di carattere culinario in cui sono protagoniste le donne.

 

Mediatoreinterculturale.it: – A proposito delle donne, ci sono iniziative che aiutano la loro integrazione nel tessuto sardo?

Ali Cisse: – Si, ci sono. Una si chiama “La Tela di Penelope“, un progetto finanziato della Provincia di Olbia-Tempio, che riguarda il corso di taglio e cucito e l’organizzazione di un gruppo di teatro misto sarde-immigrate, anche con i minori, realizzando spettacoli che portavano temi come la sofferenza e integrazione, gioia e comunicazione.
Un altro progetto importante é stato anche “Macramè” che accoglie un altro tema, quello dell’integrazione raccontata nel cammino dei migranti, dall’avventura terrificante dei viaggi nel deserto sino ai barconi, e la nuova esperienza qui con la scuola, l’assistenza, il faticoso processo del dialogo e la gioia dei risultati ottenuti.

Un ruolo importantissimo nella realizzazione delle iniziative hanno avuto i mediatori interculturali. In tutti i percorsi di integrazione, noi mediatori abbiamo accompagnato, informato e agito nei conflitti che a volte si accendevano a causa delle incomprensioni.

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