La mediatrice Tania Reyna Tuya su Metropoli del 14 ottobre 2014

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La mediatrice Tania Reyna Tuya (socia A.M.M.I.) tre anni fa ha aperto un’attività di pratiche per l’immigrazione diventando cosi una pioniera del lavoro in proprio tra mediatori interculturali.

  L’articolo di Anna d’Agostino è stato pubblicato alla sezione LA CITTA & L’IMMIGRATI  su Metropoli del 14 ottobre 2014

 

Tania, la burocrazia e lo sportello degli “invisibili”

“Svolge pratiche di ogni tipo, ma il  vero segreto è la capacità di stare ad ascoltare” 

“Non mi considero una vera imprenditrice, l’attività deve ancora crescere, ma sono soddisfatta di esercitare la mia professione in piena autonomia”. Tania Reyna Tuya è orgogliosa di quello che ha costruito in un paese straniero attingendo dal vissuto personale, arrivando ad aprire uno studio a tutela dei diritti degli immigrati nel nostro paese. Non è stato facile, ma è il risultato di un percorso dove la motivazione non è mai venuta meno.
“Sono nata a Chimbote”, città nella costa centro del Perù, – racconta – molto attiva per la sua attività portuale e per l’industria della pesca e dell’acciaio”. L’arrivo in Italia, a Torino, risale al 1993: “All’epoca eravamo in pochi connazionali, ci conoscevamo quasi tutti e c’era molta solidarietà tra gli altri stranieri”. Dopo essersi resa conto della difficoltà di continuare gli studi, Tania comincia a svolgere diversi lavori nel settore alberghiero in collina, intanto frequenta corsi di lingua e informatica, approdando infine alle lezioni di mediazione culturale. “Mi innamoro subito di questa professione, lo stage presso la Questura mi convince a specializzarmi nel settore dell’immigrazione”.
Tania è convinta che senza regolarizzazione si è persone invisibili, “Volevo dare voce alle tante domande, a volte non pronunciate dagli stranieri, perché loro non conoscevano le leggi – spiega – Ottengo la qualifica nel 2003, poi arrivano gli incarichi, tra cui quello per il Centro Informativo Migranti di Moncalieri, per cui lavoro tuttora, fino a quando maturo la decisione di mettermi in proprio”.
Così nel 2011 apre la MLC Immigration Consulting, in via Vittorio Amedeo II, 14, si occupa di consulenza, assistenza, gestione completa di pratiche, interventi di mediazione linguistico-culturale, traduzioni, questioni inerenti i contratti di lavoro domestico. Ma quali sono i clienti e perché aprire uno studio privato? “Non è soltanto per il fatto che nello studio il tempo è gestito diversamente, ma anche perché le problematiche possono essere affrontate da diversi collaboratori, professionisti come avvocati, commercialisti, architetti, consulenti. E’ importante conoscere questa professione, essere continuamente aggiornati; io non pongo limiti all’ascolto dei clienti, nell’attività pubblica questo non sempre è possibile”.
“Lo studio si propone – continua Tania – si propone di coprire un’esigenza oltre il servizio informativo offerto dagli Enti pubblici, ed altri servizi simili del privato, risparmiando ai clienti perdita di tempo ed evitando incomprensioni. Per lo straniero è più facile confidarsi con noi mediatori, si fidano di noi, capiscono che abbiamo risolto i nostri problemi e cosi ci affidano i loro. I nostri clienti sono cittadini stranieri e alcuni datori di lavoro italiani, in particolare lavoratori che, per esigenze di lavoro, non riescono a gestire le pratiche burocratiche negli orari degli uffici. Quelli più numerosi i connazionali, i cittadini filippini, brasiliani, argentini, albanesi, e ultimamente diversi sudafricani”.

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